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Arance Amare

Arance amare

Una miniera di profumi

Gli aromi più intensi delle fragranze floreali e agrumate derivano da questo albero antico. I fiori dell’arancio amaro, l’olio essenziale di bucce e fiori finanche le foglie, vengono usati nell’industria profumiera, in quella dolciaria e in quella farmaceutica. Dai frutti si ottengono, oltre alla famosissima “marmalade“, le scorze candite, digestivi, tonici e gli amari. Con le foglie, i fiori e le bucce essiccate si ricavano delle ottime tisane usate come coadiuvanti in trattamenti fitoterapici.  Contrada Crizzina ha ereditato diverse piante di questa varietà con cui, dagli inizi del XX secolo fino alla seconda metà del ‘900 si utilizzavano per la vendita dei fiori. Oggi gli alberi hanno solo qualche annetto in più. L’albero dell’arancio amaro è il più resistente degli aranci ed è infatti usato spesso come porta innesto. Il frutto difficilmente viene consumato fresco per via del suo sapore amaro e della sua spiccata asprezza, tuttavia è possibile fare delle spremute molto particolari; c’è a chi piace il gusto amaro.

Con una cassetta da 20kg di arance amare chiunque in cucina può ottenere contemporaneamente: 15kg di marmellata, 2lt di digestivo, 500g di scorze candite e con le arance rimaste, tagliate in fette sottili, è possibile essiccarle in forno per poi essere consumate in tisane.

Segnaliamo che questo agrume è l’unico ad avere sinefrina come principio attivo.